Tasso del mutuo: fisso o variabile? Esamina i vantaggi e gli svantaggi di ciascun tipo


Mutui a tasso fisso e mutui a tasso variabile: queste sono le due categorie più diffuse attualmente quando si richiede un mutuo a banche o società finanziarie.

Il primo tipo di mutuo (a tasso fisso) è destinato ai clienti che amano le certezze: gli interessi saranno costanti per tutta la durata del piano di ammortamento.

Il secondo tipo di mutuo (a tasso variabile) è maggiormente indicato per chi vuole cogliere tutti i vantaggi delle variazioni dei mercati mobiliari, pur nella consapevolezza di poter correre qualche rischio: gli interessi seguiranno l’andamento dei mercati per tutto il periodo di rimborso.

I mutui a tasso fisso, hanno un tasso di interesse che viene stabilito al momento della stipula del contratto e resta uguale per tutta la durata del prestito. Con questi mutui è stabilito sin dal principio l’ammontare del prestito da rimborsare con ogni rata:capitale, spese ed interessi. Gli istituti di credito, per proporre il proprio tasso fisso, fanno riferimento all’Eurirs (Euro Interest Rate Swap), che non è altro che la media ponderata della quotazione alla quale le banche dell’Unione Monetaria Europea realizzano l’IRS (Interest Rate Swap), ovvero sia scambiano il denaro.

I mutui a tasso variabile, invece, hanno un tasso d’interesse iniziale stabilito al momento della sottoscrizione del contratto, assieme ai criteri di variazione dello stesso. Questo mutuo risulterà dunque legato all’andamento dell’Euribor (Euro InterBank Offered Rate), che non è altro che la media ponderata dei tassi d’interesse cui le banche dell’UME cedono depositi in prestito.

I mutui a tasso fisso sono ideali per chi ama avere tutto sotto controllo, ed è disposto a spendere un po’ di più nei primi anni della durata del proprio prestito, pur di avere la garanzia della durata, dell’entità e dell’ammontare del prestito stesso. Chi usufruisce di un mutuo a tasso fisso sfrutta i “vantaggi” che offre nel tempo l’inflazione, in modo che la rata del proprio mutuo negli ultimi anni avrà un peso ridotto sul reddito rispetto all’incidenza che aveva inizialmente.

Parlando di prestiti della durata di 20, 30 e anche 40 anni, questo vantaggio può essere notevole. Basti pensare a quanto siano aumentati gli stipendi negli ultimi 10 anni per esempio: un mutuo a tasso fisso non segue l’inflazione…..se ne approfitta!!!

I mutui a tasso variabile sono ideali per chi non vuol perdere l’occasione di un prestito con un tasso che parte più basso di quello fisso e che potrebbe, negli anni e in teoria, raggiungerlo e addirittura superarlo, ma che con gli andamenti attuali offre un guadagno attorno all’1,7% e oltre su tutta la durata del prestito. Si parte con tassi decisamente inferiori rispetto a quelli fissi, per poi raggiungerli e magari superarli di poco, ma solo negli ultimi anni della durata del mutuo.